sabato 29 marzo 2008

Perché chi appartiene ad una minoranza culturale/religiosa dovrebbe celarlo?

Qualche giorno fa una mia amica, pagana come me, mi stava accennando che era "impicciatissima" per via dei preparativi per il rito di presentazione di sua figlia (più o meno simile a quello che per i cattolici è il battesimo, concettualmente) perché anche i suoi parenti, ormai rassegnati al fatto che lei non l'avrebbe battezzata, avevano espresso il desiderio di partecipare. Mi sento di pubblicare la sua risposta per far riflettere un pochino sulla libertà di religione anche chi la penas in modo molto diverso.

(io) Mi chiedo cosa diranno i parenti cattolici :-)
(lei) Beh, sono tutti "cattolici" (o almeno così si sentono) i miei parenti. Alcuni probabilmente non verranno mi hanno lasciato in attesa e stanno pensando a qualche scusa. Alcuni che vengono, purtroppo, lo fanno più per fare buonviso a cattivo gioco credo.
Altri, come mia madre, vengono perché cominciano a rispettare... dopo aver tanto spiegato, parlato, controbattuto, finalmente capiscono che non è un abominio la mia spiritualità! [come alcuni preti e, in generale, la Chiesa Cattolica continua a propagandare in barba a tutte le considerazioni etiche e legali sull'"odio religioso" - NdAC]
Altri ancora (e :) perfortuna ci sono anche questi) trovano naturale venire perché non c'è niente di male se ho un'altra esperienza del divino, come mio fratello ad esempio, che parteciperà con spontaneità e naturalezza! Non trovandoci nulla da giudicare!
Ho sempre cercato di non vivere il mio percorso spirituale nascondendolo agli altri, perché se no non cambia mai niente. Non sempre, ma in genere si nasconde chi ha paura (e capisco i perché) o si vergogna; io non voglio avere paura e non ho nulla di cui vergognarmi. Mi sarò attirata di certo molti giudizi negativi da alcuni membri della mia famiglia, ma è così che le cose cambiano: dai e dai e il rispetto comincia a farsi strada. Nel tempo gli "strani" diventano sempre meno "strani", man mano che li si "conosce". E in ogni caso io farò la mia strada, senza lasciarmi limitare da un'ingiustizia, perché se qualcosa la vivrò segretamente... sarà una mia scelta!

Brava Nidawi!

sabato 15 marzo 2008

Detassazione degli straordinari

Oggi un post diverso dal solito. E anche più ravvicinato del solito all'ultimo...
Girando i vari canali satellitari di notizie mi è appena capitato di sentire uno spezzone di Veltroni che parlava in Confindustria (o un posto simile, ho resistito 30 secondi...). E mi sono (di nuovo) saltati i nervi a sentir parlare (fra i vari mezzi di rilancio dell'economia) di "detassazione degli straordinari".
Ora, certo, farebbe piacere a chi lavora ricevere qualche euro in più, chiaro, quello sempre. Però, perché riceverli solo quando si lavora oltre l'orario ordinario? O meglio, certo, va bene, anzi benissimo, che il lavoro extra sia pagato di più (tutto sommato è tempo rubato al proprio tempo libero, allo svago, alla cultura personale, alla famiglia). Ma, così, mi viene anche da dire che "straordinario" oltre ad indicare il lavoro extra (oltre le 8 ore al giorno o le 40 settimanali - o comunque, oltre l'"ordinario") è un aggettivo che indica una situazione "fuori dal comune, non normale", extra-ordinaria. Ora, l'emergenza rifiuti a Napoli dura da un decennio abbondante, quindi forse ormai è la norma, ma in una ditta sana, normale, con un ciclo produttivo maturo, il personale dovrebbe essere adeguato alle esigenze produttive. Se si va a finire che si lavora 10 ore anziché 8, matematica suggerisce che si è un 25% sottostaffati (ovvero, ci sarebbe bisogno di più persone che lavorino). Va beh, chiaro, lavoro stagionale, emergenze per consegne fuori dall'ordinario, falcidia di dipendenti influenzati... sono situazioni più o meno straordinarie (non tutte, in effetti: il lavoro stagionale è normalmente regolato e prevedibile mentre una situazione tipo superlavoro dovuto a situazioni impreviste sarebbe un ambito tutto sommato corretto per l'utilizzo dei "contratti atipici", purché rimangano una piccola percentuale in numero e tempo). Ma se costantemente si deve lavorare di più evidentemente la ditta sbaglia e dovrebbe evidentemente assumere di più (detto, poi, fra me e voi - 2 o 3 lettori tanto per citare Qualcuno molto più bravo di me - gli costa meno un nuovo dipendente che due ore di straordinario al giorno di quattro dipendenti, senza contare che dopo 8 ore uno è stanco e produce meno, indipendentemente dalla voglia o dalla capacità individuale).
Ora, ma che politica è "detassare gli straordinari"? Vuoi correggre gli errori degli imprenditori permettendogli di risparmiarci sopra? E così fai lavorare troppo persone che poi saranno stressate e stanche (e chissà quanto avranno prodotto bene...) anziché prenderne una che non sa come sbarcare il lunario (quindi, egoisticamente, creare un nuovo "consumatore")? Ma sarà una politica deficiente?
Per favore, poi, mi fate capire se secondo voi questa mia semplice (semplicistica?) considerazione è di destra, di sinistra o cosa? Lo scenario politico italiano è ormai apocalittico e l'ignoranza politica di chi si presenta alle elezioni ormai pari solo alla salute mentale dei lemmings che si gettano nell'oceano (ah, magari lo facessero i "nostri" politici!).

mercoledì 12 marzo 2008

Opinioni e rispetto

Mi chiedevo... come mai quando qualcuno dice che in democrazia è normale dare spazio a tutti, nel senso di dare la possibilità di esprimere le proprie idee senza essere deriso o trattato da "diverso" o "delinquente", e, nel farlo, si rivolge in modo particolare ai cattolici perché loro normalmente attaccano chi la pensa diversamente con argomenti assoluti ("è nemico della Vita!"), i cattolici rispondono che "vogliamo imbavagliarli"?
Ma, diamine, parlate! Dite quello che pensate! Che poi è ben noto, insomma. Ma basta dare addosso solamente con insulti e denigrazioni chi, per caso, la pensa anche solo un filino differente da voi.
Svegliatevi! (E non lo dico parafrasando una nota rivista dei Testimoni di Geova). Non siete i depositari dell'Unica Verità Assoluta, anzi, se ne siete convinti, avete un serio bisogno di aiuto psichiatrico.

venerdì 15 febbraio 2008

Tortura e terrorismo

Mi sembra che una buona definizione, generica, di "tortura" sia "interrogazione coatta effettuata usando metodi coercitivi e/o violenti in modo psichico o fisico".
Sarà, ma interrogare una donna obnubilata da un'anestesia appena terminata, imponendosi con prepotenza e facendo riferimento a chissà qualche turpe reato ("feticidio"), mi pare risponda a pieno a quella definizione.
E "terrorismo" non era "creare terrore con atti intimidatori" fra le altre cose?
Beh, credo sia chiaro che una donna appena uscita da una pesante prova psicologica (la rinuncia ad un figlio desiderato per non mettere al mondo un bambino infelice visti i rischi medici gravi che correva) sarebbe stata chiaramente terrorizzata se proprio su quella grave scelta l'avessero sottoposta ad un'interrogatorio accusatorio... Ops, ma è proprio quello che è successo.
La realtà supera la fantasia, diamine. Il tempo va indietro e ci precipita nei Secoli Bui.
Avevano ragione le donne che manifestavano oggi: "Tremate. Tremate. Le Streghe son tornate"... già, giusto queste ci vorrebbero per salvarci dalla Nuova Inquisizione di Stato.

giovedì 24 gennaio 2008

Crocifisso in aula

Mi è capitato oggi, a seguito di un breve scambio di battute su B16 che continua a parlare di libertà di parola (mah...) e di relativismo etico (già, meglio l'assolutismo, purché sia quello loro), di parlare con una persona che lavora vicino a me delle "piccole cose" che anche la gente che non è cattolica, non gliene frega nulla della chiesa e magari vota da sempre per i partiti più a sinistra che ci siano (e che non mi va di nominare qui perché sono ormai schifato da tutti i partiti attuali...), ormai non nota più per una forza d'abitudine inculcata da secoli di persuasione occulta.
Fra queste, l'inutilità e l'errore della presenza del simbolo cattolico nelle classi scolastiche.
Voglio dire, scuola pubblica, stato laico...cosa ci fa il simbolo di una singola religione - vuoi anche maggiormente seguita qui in Italia, va bene, ma comunque una singola religione.
Ed ecco che questa persona si è risentita: "eh, ma fa parte della nostra cultura" o, peggio, "serve per favorire l'integrazione". Perché, secondo lei, con il crocifisso (che, mi pare, rappresenta un Gesù ucciso da chi non lo tollerava), si imparerebbe ad accettare anche chi la pensa diversamente, mentre senza a quel punto qualsiasi "differenza" sarebbe trattata con razzismo. Cioè, un'omologazione basata su una parete bianca causa razzismo (omologazione?), una che insegna a sopportare un simbolo imposto, educa.
Mi spiace, hanno ormai vinto loro: la persuasione occulta è ormai geneticamente impiantata e non ce ne libereremo mai.

mercoledì 23 gennaio 2008

Ricomparso

Sì, e in effetti di roba da scrivere ne avrei avuta. Soprattutto dopo aver sentito B16 che parlava di libertà di parola, poverino.
Un'extra mole di lavoro mi sta distraendo, ma cercherò di postare qualcosa di più significativo.

mercoledì 16 gennaio 2008

Ricomincio - B16 e Sapienza

Mi ero interrotto per vari motivi. Ora l'occasione della mancata visita del massimo rappresentante della dogmaticità cattolica in quello che dovrebbe essere il tempio della ragione e della scienza mi ridà un po' di fiducia.
Al di là di tutte le sciocchezze che i politici baciapile (un grande movimento bipartisan!) stanno dicendo e dell'immondizia che i telegiornali di regime (ecclesiastico) ci propinano perché sanno che il popolo è bue, è evidente che c'è un movimento non del tutto sotterraneo (visto che è uscito allo scoperto) e, soprattutto, consapevole, che si è rotto i coglioni.
Per carità, assolutamente, sia sempre fatta salva la libertà di pensare, credere e dire quel che si vuole, però, insomma, con calma e misura: non siamo tutti cattolici. Non crediamo tutti che un feto di 89 giorni abbia diritto alla vita, non crediamo in un cristo salvatore o in una madonna che ha partorito vergine. Chi vuole crederlo lo faccia, a casa sua, nelle sue chiese - non lo imponga a chi pensa diversamente.
E solo uno Stato laico e una società consapevole possono permetterlo...

sabato 12 maggio 2007

Laicità dello Stato

La wikipedia dice:

La parola laicità, in senso politico e sociale, denota la rivendicazione, da parte di un individuo o di una entità collettiva, dell'autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui.

Laico è, in questo senso, chi ritiene di poter e dovere garantire incondizionatamente la propria libertà di scelta e di azione, particolarmente in ambito politico, rispetto a chi, invece, ritiene di dover conciliare o sottomettere la sua libertà all'autorità di una ideologia o di un Credo religioso.

Visto che stiamo parlando di Stato, entità collettiva, si parla di "autonomia decisionale", quindi uno Stato laico legifera sulla base dei princìpi di diritto che lo formano: la Costituzione e, con essa, la dichiarazione dei diritti fondamentali dell'uomo e altre fonti di diritto universalmente (o quasi) riconosciute come fondamentali in uno stato moderno, democratico e libero.
Da ciò consegue che lo Stato deve rispettare qualsiasi sentimento religioso individuale (purché questo non vada contro delle leggi, ad esempio vedrei difficile una rinascita dell'antica religione Azteca che prevedeva sacrifici umani come offerta agli Dei per ringraziarli della Creazione - a meno che tale sacrificio non sia simbolico, come lo è l'offerta del corpo e del sangue di Cristo - che, per il dogma della transustanziazione diventano tali nel momento in cui vengono assunti, quindi non più solo un simbolo per chi ci crede). Non importa che tale sentimento sia sentito da poche persone o da milioni: e per pochi non penso solamente a ebrei e musulmani, ma anche a scintoisti, buddisti, wicca, zoroastriani, raeliani, testimoni di Geova, atei, umanisti, etc.
E parlo di sentimento religioso individuale apposta, perchè tale è la base inalienabile sulla quale poi si costruiscono le Religioni passando per il diritto di associazione...: la Chiesa Cattolica concettualmente questo è: un gruppo molto vasto di persone che hanno un uguale o simile sentimento religioso e hanno delle necessità ad esso legate. Lo Stato, però, al di là di ovvie considerazioni numeriche pratiche e non sostanziali, non deve far differenza, se fosse veramente laico, fra un gruppo con milioni di persone (ci saranno più luoghi di culto, ad esempio), ed uno con migliaia (si creeranno i luoghi di culto in appartamenti o in locali privati ma lo Stato deve facilitarli, e non opprimerli).
Il problema nasce quando chi è in maggioranza vuole poi imporre il suo modo religioso di vedere la vita agli altri. A casa loro possono fare quel che vogliono, e trovo ipocriti i cattolici che, sfruttando leggi fatte in momenti di lucidità laica dello Stato, abortiscano o divorzino. Ma se la loro legge divina gli vieta di mangiare carne il venerdì, per fare un esempio scemo, perché, per assurdo, dovrebbero imporlo a tutti? E perché, se per loro un uomo non può giacere con un uomo, nessuno dovrebbe farlo? Imporre allo Stato di legiferare sulla base di leggi religiose non ci differenzierebbe da quelle teocrazie che ora molti osteggiano e ritengono culla del terrorismo islamico. La Democrazia protegge tutti, e non deve diventare la dittatura della maggioranza sulla minoranza, in questo e in qualsiasi altro ambito!

giovedì 10 maggio 2007

La chiesa non fa politica ma scomunica...

Già, la chiesa non fa politica, dice il pastore tedesco, ma scomunica chi vota a favore dell'aborto (notizia di oggi, ieri ormai di poco, su repubblica.it).
Quindi, le convinzioni religiose dei governanti (messicani in questo caso, ma ahimé il dibattito è anche vivissimo in Italia) non solo ne condizionano il background culturale che ne influenza le scelte politiche (anche se uno si aspetterebbe tali condizionamenti in un partito espressamente cattolico), ma diventano arma di ricatto contro di loro allo scopo di forzarli, in pratica, a non dare a Cesare quel che è di Cesare, che, metaforicamente, dovrebbe ben esprimersi anche nel rispetto delle leggi dello Stato, del giuramento alla Costituzione che, ancora, vorrebbe delle istituzioni laiche (non nel senso di atee ma nel senso di "imparziali") e che garantiscano i diritti di tutti, della maggioranza così come della minoranza.
Ma no, la minoranza deve soggiacere ai dettami della maggioranza, cattolica di nome e non di fatto.
Al di là del fatto che molti dei politici che voterebbero (anche in altre questioni) violando la legge biblica probabilmente sono già scomunicati perché "comunisti" (c'è una vecchia bolla papale a proposito), la cosa divertente è che alcuni di quelli che voterebbero come pecore guidate dal loro pastore violano altrimenti quella stessa legge: divorziati, conviventi o risposati (e lasciamo stare altri loro presunti peccati... magari ci penserà qualche altra giustizia, non terrena, visto che quella ordinaria non ci riesce).

martedì 8 maggio 2007

Family Day

Siamo a pochi giorni dal Family Day.
Wow. Un gruppo di divorziati sedicenti cattolici che schifa chi vuole riconosciuti dei diritti semplici senza, per questo, voler togliere nulla agli altri.
Ma, dico, senza giochi di parole, cosa toglierebbe a una famiglia "tradizionale" una coppia di omosessuali che chieda un riconoscimento civile? O anche di non omosessuali, di persone etero che non vogliono sposarsi o non possono perché parenti, o di pensionati che vogliano potersi assistere e decidere l'uno per l'altro in caso di necessità in ospedale?
Ma l'egoismo e l'orgoglio cattolico vanno ben oltre: non comprendono nemmeno il fatto che, al di là dei diritti civili, un'unione di fatto (omosessuale o meno) possa essere comunque riconosciuta da qualche autorità religiosa un poco più aperta.
E che dire della "tradizione"? Certo, in Europa da un paio di migliaia di anni scarsi è così, ma la poligamia? La poliandria? Le famiglie allargate in clan? Cos'è, la cultura europea dominante (solo come numero) è quella giusta per tutti e per sempre?
Oh, beh, chi non vuol cambiare e rimane rigido nelle sue posizioni granitiche non evolverà mai in qualcosa di meglio, rimarrà la stupida Pietra che è sempre stata...