giovedì 24 gennaio 2008

Crocifisso in aula

Mi è capitato oggi, a seguito di un breve scambio di battute su B16 che continua a parlare di libertà di parola (mah...) e di relativismo etico (già, meglio l'assolutismo, purché sia quello loro), di parlare con una persona che lavora vicino a me delle "piccole cose" che anche la gente che non è cattolica, non gliene frega nulla della chiesa e magari vota da sempre per i partiti più a sinistra che ci siano (e che non mi va di nominare qui perché sono ormai schifato da tutti i partiti attuali...), ormai non nota più per una forza d'abitudine inculcata da secoli di persuasione occulta.
Fra queste, l'inutilità e l'errore della presenza del simbolo cattolico nelle classi scolastiche.
Voglio dire, scuola pubblica, stato laico...cosa ci fa il simbolo di una singola religione - vuoi anche maggiormente seguita qui in Italia, va bene, ma comunque una singola religione.
Ed ecco che questa persona si è risentita: "eh, ma fa parte della nostra cultura" o, peggio, "serve per favorire l'integrazione". Perché, secondo lei, con il crocifisso (che, mi pare, rappresenta un Gesù ucciso da chi non lo tollerava), si imparerebbe ad accettare anche chi la pensa diversamente, mentre senza a quel punto qualsiasi "differenza" sarebbe trattata con razzismo. Cioè, un'omologazione basata su una parete bianca causa razzismo (omologazione?), una che insegna a sopportare un simbolo imposto, educa.
Mi spiace, hanno ormai vinto loro: la persuasione occulta è ormai geneticamente impiantata e non ce ne libereremo mai.

mercoledì 23 gennaio 2008

Ricomparso

Sì, e in effetti di roba da scrivere ne avrei avuta. Soprattutto dopo aver sentito B16 che parlava di libertà di parola, poverino.
Un'extra mole di lavoro mi sta distraendo, ma cercherò di postare qualcosa di più significativo.

mercoledì 16 gennaio 2008

Ricomincio - B16 e Sapienza

Mi ero interrotto per vari motivi. Ora l'occasione della mancata visita del massimo rappresentante della dogmaticità cattolica in quello che dovrebbe essere il tempio della ragione e della scienza mi ridà un po' di fiducia.
Al di là di tutte le sciocchezze che i politici baciapile (un grande movimento bipartisan!) stanno dicendo e dell'immondizia che i telegiornali di regime (ecclesiastico) ci propinano perché sanno che il popolo è bue, è evidente che c'è un movimento non del tutto sotterraneo (visto che è uscito allo scoperto) e, soprattutto, consapevole, che si è rotto i coglioni.
Per carità, assolutamente, sia sempre fatta salva la libertà di pensare, credere e dire quel che si vuole, però, insomma, con calma e misura: non siamo tutti cattolici. Non crediamo tutti che un feto di 89 giorni abbia diritto alla vita, non crediamo in un cristo salvatore o in una madonna che ha partorito vergine. Chi vuole crederlo lo faccia, a casa sua, nelle sue chiese - non lo imponga a chi pensa diversamente.
E solo uno Stato laico e una società consapevole possono permetterlo...